Presso la Sala Capitolare del Senato della Repubblica l’apertura di Digital Security Festival 8 – Infinito Umano, con il sold out delle iscrizioni. Negli interventi di Cristiano Leggeri e Agostino Ghiglia, il richiamo alla responsabilità umana e alle nuove frontiere della protezione dei dati. Il tour prosegue fino a novembre.
«Nulla può essere delegato. Oggi non c’è un’istituzione in grado di interpretare il tutto, e chi dice il contrario forse sta mentendo.» Lo ha detto Cristiano Leggeri, Direttore della III Divisione, Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, intervenuto lunedì 14 settembre al Senato della Repubblica per l’apertura dell’ottava edizione del Digital Security Festival.
La cerimonia, che ha registrato il sold out delle iscrizioni, si è tenuta nella Sala Capitolare su iniziativa del Senatore Marco Lombardo. Per un intero pomeriggio oltre trenta relatori si sono alternati su quindici panel e interventi dedicati a Intelligenza Artificiale (AI), minacce cibernetiche, privacy, sovranità digitale e competenze, davanti a una platea di professionisti, rappresentanti istituzionali e aziendali.
Il richiamo di Leggeri non è rimasto isolato. Agostino Ghiglia, componente del Garante per la protezione dei dati personali, ha spostato l’attenzione su quella che definisce la nuova frontiera della protezione del dato: «I neurodiritti sono la nuova frontiera della protezione del dato. La valutazione di una persona dall’esterno, per la concessione di un mutuo, di una casa popolare o anche solo di un lavoro, ormai dipenderà dalle inferenze mentali su cui quella persona viene “disegnata”.»

Sul controllo dei sistemi è intervenuto Corrado Giustozzi, fra i principali esperti italiani di sicurezza informatica: «Far controllare i sistemi AI dai sistemi AI è l’idea più sbagliata che ci sia.»
L’appuntamento arriva in un momento preciso per il dibattito sull’AI: dal 2 agosto sono applicabili i nuovi obblighi di trasparenza previsti dall’AI Act europeo e sono operativi i poteri di enforcement della Commissione, compresi quelli sui fornitori di modelli di AI a uso generale. Dal fronte istituzionale il Senatore Lombardo ha ricordato i limiti dello strumento normativo: «Noi legislatori dobbiamo legiferare, disciplinare, regolamentare, ma regolamentare non significa governare.»
La giornata si è aperta e chiusa tornando sul tema della delega e della responsabilità. In apertura Marco Cozzi, Presidente del Digital Security Festival: «Se tecnicamente possiamo delegare quasi tutto, cosa non siamo disposti a delegare, o cosa non saremo disposti a delegare?» In chiusura: «Chiudiamo questa prima tappa lasciando volutamente aperta la domanda: fin dove può spingersi la tecnologia, e dove deve iniziare la nostra responsabilità?»
Fra gli altri intervenuti, i Senatori Filippo Sensi e Marco Scurria, Patrizia Gigante, Presidente dell’Autorità Garante Privacy della Repubblica di San Marino, Alessandro Curioni, Pierguido Iezzi e Antonio Piva, Presidente AICA. Nel panel “Sentimento Sintetico”, Gabriele Gobbo, Vicepresidente del Digital Security Festival, ha affrontato il rapporto fra AI ed emotività: «Una macchina può imitare un sentimento, ma non può risponderne: non avrà mai la responsabilità di un problema sentimentale. E i sentimenti, oggi, sono un potere.»
Il tour prosegue fino a novembre in diverse città, fra cui Trieste, Udine, Padova e Cervignano, con alcuni appuntamenti online. Le date saranno annunciate nei prossimi giorni.















