Gabriele Gobbo a Villa Manin: quando i robot pensano, la cybersecurity esce dallo schermo

Il Vicepresidente del Digital Security Festival ha portato a Villa Manin un tema poco frequentato dal dibattito sulla sicurezza: l’arrivo degli smart robot nelle case e le sue implicazioni in termini di responsabilità, regolamentazione e tutela delle persone.

Alla tappa di Shaping Secure Digital Ecosystems a Villa Manin di Passariano (UD), Gabriele Gobbo, Vicepresidente del Digital Security Festival, è intervenuto con il keynote When Robots Think: the next cyber security challenge, dedicato al passaggio della cybersecurity dal piano dei dati a quello degli oggetti fisici autonomi.

Il punto di partenza è stato un cambio di scala. Per anni la sicurezza digitale è stata raccontata come qualcosa che accade dentro un monitor, un dato esfiltrato o un servizio bloccato. Con gli smart robot, ha osservato Gobbo, il problema cambia natura: esce dallo schermo, prende un corpo e una capacità decisionale, e si muove fisicamente nello spazio in cui viviamo. Sui siti di settore si accumulano già cronache di aspirapolvere domestici manomessi che insultano i proprietari, o di telecamere che spiano persone in bagno. L’Intelligenza Artificiale, ha ricordato Gobbo, non si limita ad automatizzare: autonomizza, e lo fa dentro guardrail che non sempre tengono nel tempo.

Uno smart robot è a tutti gli effetti un dispositivo IoT, con tutto quello che comporta in termini di accesso remoto, aggiornamenti, catena di fornitura. La differenza è che qui si parla di una struttura meccanica che si muove dentro le abitazioni, e che impara dalle persone con cui convive. Da qui il concetto introdotto in sala, Violenza Domestica Sintetica: un robot domestico esposto alle tensioni quotidiane di una famiglia può apprendere e riprodurre comportamenti che oggi nessun quadro normativo è in grado di prevedere o sanzionare.

Sul piano della responsabilità, Gobbo ha posto in sala tre richieste concrete: una targa, cioè un identificativo univoco oggi non previsto; un sistema di sicurezza fisico integrato; una catena di responsabilità tracciabile dal produttore all’assicuratore. Misure ordinarie nel mondo della safety industriale, oggi assenti in un mercato domestico che corre più veloce di chi dovrebbe regolarlo.

Il messaggio finale è coerente con l’approccio del festival. Gli smart robot stanno uscendo dallo schermo, e la cybersecurity li seguirà fuori. Il compito di chi si occupa di sicurezza è farsi trovare pronti, mettendo l’essere umano al centro del ragionamento prima ancora delle tecnologie.

Un ringraziamento a VEM Sistemi, Certego e Fortinet per la collaborazione, a ISACA Venice Chapter e ITClub FVG per il patrocinio, e a tutti i relatori della giornata: Marco Cozzi (Presidente DSF), Alberto Elia Martin (Presidente ISACA Venice Chapter), Gian Luca Foresti (Università degli Studi di Udine), Gianluca Conficoni (Certego), Stefano Amici e Paolo Zanoni (VEM Sistemi) e Costel Onufrei (Fortinet).

CONDIVIDI